22 Ottobre 2018

Relational Coaching


...Tutto ebbe inizio quando Gisella si presentò nel mio studio dicendomi : -"sono depressa, non ho più voglia nè forza per vivere, mi sento incredibilmente sola perché l´uomo che è stato insieme a me per 5 anni mi ha lasciato. La mia vita non ha più senso."
Nonostante Gisella avesse varie amicizie e svolgesse una professione che la teneva in contatto con persone di varia età ogni giorno, era fermamente convinta che la sua vita, ora, a soli 44 anni, non avesse il diritto di essere vissuta.
Gli psicofarmaci ( l´antidepressivo, uno stabilizzatore di umore, e una buona dose di litio) facevano compagnia alla sua colazione mattutina e alla sua cena, quando si concedeva di prepararsela!
Il problema non era se quella "passata relazione" valesse la pena di essere vissuta, ma la sensazione spiacevole che esplodeva in lei al solo ricordare l´evento di essere stata lasciata e ciò continuava a farla sentire "tremendamente sola", togliendole la voglia di reagire, di uscire di casa e di conoscere altre persone .
Richard Bandler afferma che " le persone si sentono sole quanto più la loro felicità dipende dagli altri ".
Per Gisella essere "felice" era evadere dalla prigione della solitudine (fu la sua definizione dell´obiettivo a cui arrivammo alla fine del primo incontro), e in termini pratici, lavorando insieme a Gisella ogni 10-15 giorni, talvolta anche telefonicamente, Gisella ha fatto passi piccoli, sostenibili dalle forze che sentiva riemergere in se stessa, con il focus di evitare la cella di isolamento e ritrovare voglia e curiosità nell´uscire di casa. In alcuni mesi crebbe il coraggio di incontrare e conoscere nuove persone, e imparò come guardarle e come parlare loro senza sentirsi invadente o fraintesa, cosa fare di nuovo per essere soddisfatta del lavoro che svolgeva (con ragazzi e ragazze all´interno della scuola in cui insegnava), senza sentirsi in colpa se la ragazzina straviziata del primo banco della classe la sfidava con i suoi "no" e con le sue "bugie". Riuscì nell´intento (altro obiettivo emerso durante i nostri incontri) di esserle complice fino a "toccarle il cuore" e aiutarla a cambiare, e ottenere risultati nel comportamento di lei studente adolescente, mai sperati.
Passavano le settimane e Gisella si sentiva sempre più forte e libera, libera a tal punto da desiderare di nuovo (impensabile mesi prima!), di organizzare la sua prima vacanza da single dopo tanto tempo, e la vacanza fu una piacevole sfida.

Gisella nuovamente cominciò a dimostrare "amore" per la persona più importante della sua vita: se stessa! Gli psicofarmaci solo un vecchio ricordo. Quell´uomo un ottima occasione per sapere abbracciare e amare se stessa prima di dare il permesso ad altri di farlo di nuovo! E questa volta il CHI E IL COME lo avrebbe scelto lei.

Spesso dietro un malessere come la depressione, l´ansia, l´insonnia, c´è un "muro" che si è formato nel cuore delle persone per difendersi da una relazione che "non dà più amore, porta via energie", una relazione che vorremmo "semplicemente diversa o rinnovata".
Non tutti hanno la forza di mettersi in gioco, di cercare qualcosa per migliorare la relazione prima di buttare tutto per aria. Molti invece, umilmente, e sinceramente, hanno chiesto aiuto per far nascere dai "resti" di quella relazione una nuova intesa con se stessi prima che con l´altro.

Relational Coaching

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